Santa ignoranza!

Santa ignoranza! 
Mi sbotta dal mio profondo, ormai solo ironico e non più neppure impaziente, nel vedere ad oltre 10 anni dalla pubblicazione del mio studio sulla “Relatività visuale – Percezione cinematica dei conducenti” quanto certi specialisti mostrino di essere più ignoranti di quanto non sia possibile immaginare. 



Uno studio di ricerca noto, oggetto di diversi seminari, di anni d’insegnamento all’Università Cattolica di Milano (Psicologia del traffico) e di molteplici pubblicazioni fra cui un intero articolo di QUATTRORUOTE, un tema che sorprende ed entusiasma ogni platea ma che poi al momento di farne tesoro viene sostituito e superato dall’ignoranza più ostinata del non sapere degli pseudo specialisti di prevenzione e di infortunistica stradale. 

A Roma, a fine marzo, ho avuto ancora una volta l’occasione di ripresentare la fattispecie e anche in tale occasione l’interesse e la comprensione della platea sono stati totali: il Rappresentante di un’Autorità presente, mi ha chiesto come sia possibile prevenire nella realtà del traffico questo fenomeno, a salvaguardia della vitta di tanti pedoni e non solo. 
Di questo aspetto intendo occuparmene nuovamente e presto in quanto, nel frattempo, i pedoni vittime di questa problematica, che veramente nulla ha a che vedere con la distrazione, non sono diminuiti. 
Intanto questo argomento occupa già una parte del mio sforzo letterario “La tecnica al servizio della Giustizia” dove il tema è completato da altre problematiche decisive nel lavoro di analisi e ricostruzione dei sinistri stradali quali il concetto della conservazione dell’azione (accelerazione, velocità costante o decelerazione) durante il processo di percezione e di reazione del conducente o quella della durata dell’IRPT (Intervallo di Reazione Psico Tecnico) influenzato dal modo di frenare che ne consegue. 
Anche questi sono aspetti concettualmente misconosciuti dagli pseudo specialisti del settore, aspetti che come dice anche il Prof. Dr. Werner Gratzer, oggi hanno decisamente influenzato il nostro lavoro. 

Invece di continuare a crogiolarsi in tanta “santa ignoranza” sarebbe ora e bene che chi pretende di dedicarsi professionalmente all’analisi e alla ricostruzione degli incidenti stradali si prenda il tempo e la briga di far propri questi concetti dove la Psicologia del traffico si fonde alla Tecnica di ricostruzione e dove le applicazioni tecnico scientifiche che ne derivano sono molteplici e decisive tanto ai fini della comprensione dei fatti che del loro Giudizio.

 
Fonte: https://www.balestra.ch/216-santa-ignoranza-blog

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